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venerdì 27 aprile 2012

Customized by Gucci




Se vi trovate in giro a Firenze e, guarda caso, avete con voi la vostra Gucci preferita come sempre stracolma dei vostri inseparabili oggetti, fissazioni e isterie, non perdete l'occasione di ammirare dal vivo l’arte manifatturiera che nel tempo ha reso unici i prodotti del marchio fiorentino.
Oggi infatti dalle 10:00 alle 20:00 presso il Gucci Museo di Firenze (inaugurato a settembre 2011 in Piazza della Signoria), un maestro artigiano personalizzerà i prodotti di pelletteria Gucci attraverso la tecnica dell’embossing, che permette di stampare le iniziali di un nome in argento, in oro o come timbro a fuoco.
La personalizzazione è gratuita e potrà essere eseguita sia sui modelli di proprietà dei visitatori che sui pezzi unici della Icon Collection, una collezione che raccoglie tutti i modelli iconici del marchio Gucci, disegnata da Frida Giannini in esclusiva per il Gucci Museo e acquistabile soltanto nel negozio interno, l’Icon Store.



Pics: Google Images

venerdì 10 febbraio 2012

Una bussola per il nostro shopping online



Il fenomeno del social shopping è un trend in continua crescita negli ultimi tempi.
Lo hanno dimostrato gli italiani che, nella frenesia dello shopping natalizio, si sono affidati allo shopping online per trovare il regalo perfetto per amici e parenti, o per regalarsi gli outfit più belli per il veglione di Capodanno.
Su questo articolo de LaStampa.it si legge che, contro ogni previsione – e al contrario di quello che gli uomini vogliono dare a vedere...) sono gli uomini i veri appassionati dello shopping online, comprando di più dei loro colleghi europei.
Comprano soprattutto capi casual, e si sono innamorati loro malgrado del group buying.
C'è da capirli: d'altro canto, noi donne lo sapevamo già da un po'!;)



Tra i siti di group buying c'è da perdersi; e allora sono nati alcuni aggregatori di offerte che ti permettono di comparare le varie proposte e di prendere decisioni informate in base a quello che gli utenti del web che hanno già comprato sui vari siti pensano dei servizi offerti, e dell'affidabilità dei vari gestori.
Tutti conosciamo, almeno di nome, siti come Groupalia, Groupon e Letsbonus: ma, a volte, prima di comprare ci piacerebbe avere qualche info in più...e dove trovare informazioni su siti web, se non sul web?
Tra questi siti ho appena scoperto eSaldi, un sito relativamente giovane che riceve ogni giorno le offerte aggiornate dei maggiori shopping club e siti di groupbuying italiani. Negli ultimi mesi ha cominciato anche a raccogliere codici sconto da mettere a disposizione dei propri utenti.
E a proposito di questo: avendo parlato da poco della Glossy Box, volevo segnalarvi che su eSaldi si può avere gratuitamente e senza bisogno di iscrizione un codice sconto di 4€, che ti permette di ricevere la tua prossima Glossy Box a 10€ anzicchè 14...Perchè non approfittare?;)




Credits: Si ringrazia eSaldi per la collaborazione
Copyright: Garance Dorè, Olivia Palermo

martedì 7 febbraio 2012

"Loro" ti cambiano la vita




In una puntata di Sex and the City Carrie guardava sbigottita un gruppo di ex donne in carriera, di quelle che avrebbero venduto tutto per un paio di Louboutin, urlare di gioia di fronte a bavaglini e biberon...
Se la maternità capovolge la scala dei desideri di una donna, può essere compatibile con il successo professionale?
Le donne sanno che il binomio tacchi a spillo/tailleur stride con quello pannolini/fornelli, e che per conciliare la lista degli appuntamenti in agenda con quella della spesa basterebbe ottimizzare il tempo di permanenza in ufficio.
Nonostante tutto, ci stupiamo nel leggere che il direttore creativo del marchio Cèline, Phoebe Philo, ha annullato la sfilata della collezione prevista per marzo perchè prossima al parto del terzogenito, "rivelando" che il segreto della sua realizzazione sta nella qualità delle ore trascorse a lavorare.
In fondo l'abbiamo sempre saputo, ma ci siamo convinte che sia necessario indossare il tailleur fino allo scoccare del nono mese, fino a quando il pancione  impedisce di muoverci.
Se non vogliamo trovarci un domani ad organizzare un "Non ho un bambino party" come Samanta che, nella stessa puntata, urla al mondo fiera (e con un velo di malinconia) il proprio status di donna single e in carriera, allora forse conviene prendere esempio dalla stilista inglese.
Dato sfogo al mio senso materno, me ne vado a fare un giro di shopping...




Credits: The Sartorialist, Garance Dorè

mercoledì 25 gennaio 2012

La "corrida" delle scarpe

Gli schizzi per la collezione Pensées (autunno/inverno ’93-’94) erano a colori, ma quando presi in mano la prima scarpa, un modello di crêpe rosa, constatai che non poteva essere più diversa dal disegno. Qualcosa non andava e ci misi qualche tempo per comprendere: la colpa era della suola nera. Strappai dalle mani della mia assistente un flacone di smalto per unghie rosso e lo rovesciai dietro alla scarpa. Grazie al colore, il modello prese vita: così nacque il mio marchio di fabbrica”. (Christian Louboutin, Rizzoli)

Quella suola rossa è l'oggetto dei desideri di milioni di donne e il fatto che sia il marchio Louboutin non lo rende immune dalle imitazioni dei concorrenti.
Il copyright sul "rosso Louboutin" infatti è da qualche tempo oggetto di contesa.
Ma si può monopolizzare l'utilizzo di un colore?
In Italia il rosso Ferrari è stato riconosciuto come marchio registrato. Più difficile sembra la battaglia che il brand Louboutin sta conducendo oltreoceano, e che lo ha visto soccombere di fronte a Yves Saint Laurent, "reo" di aver presentato un paio di pump total red in occasione della Cruise Collection 2011.
Siamo sicuri che lo stilista calzaturiero non mollerà il colpo.
Resta il fatto che la suola rossa adorata da Carrie abbia, di fatto, vinto sul campo. Lo dice il mercato. Lo dicono le donne che lo preferiscono a tanti altri. Louboutin è vincitore morale, per così dire.
E' proprio vero che il rosso fa arrabbiare i tori...


martedì 24 gennaio 2012

Ladri di biciclette... couture



La mia ha avuto vita breve. Tre mesi, prima di finire tra le mani (e i piedi) di uno sconosciuto.
Una bicicletta risolve i mille impegni quotidiani, regala un sapore retrò ai week end estivi di città, quando il lavoro impedisce la fuga verso le spiagge più vicine.
La consapevolezza del forte impatto sociale delle due ruote ha permesso la nascita di fortunate collaborazioni tra produttori e marchi del lusso, che hanno regalato ad un pubblico selezionatissimo veri e propri prodotti couture.
L'ultima novità è Bianchi by Gucci, una bicicletta dallo stile classico realizzata sia in acciaio che in fibra di carbonio, "vestita" dei segni distintivi del brand (come il nastro verde-rosso-verde) grazie all'estro creativo di Frida Giannini, direttore artistico della maison.
Fendi, Chanel, e anche Missoni, che ha realizzato la sua bicicletta richiamando la tradizionale trama tessile che ha reso il marchio riconoscibile in tutto il mondo, o ancora Hermès, che invece ha fatto ricorso al colore istituzionale, l'arancione.
Certo che chi potrà permettersi il lusso di questi gioiellini a due ruote (i prezzi si aggirano in media sugli ottomila euro...) avrà bisogno di un lucchetto speciale per proteggerli dai "malintenzionati".
A noi non resta che sognare di poggiare le nostre ballerine sui pedalini couture!











Pics: The Sartorialist, Garance Dorè

sabato 14 gennaio 2012

L'amore ai tempi della tecnologia


Questa settimana è dedicata a loro, lo so. E' imperativo parlare di smoking, cravatte e papillons, di tendenze del prossimo autunno-inverno maschile. In questi giorni a noi donne è severamente vietato domandare, accampare pretese, desiderare un regalo (uno scatolino verde acqua, per esempio). Il protagonista è l'uomo, quindi largo ai suoi desideri.
E' pur vero però che manca poco a San Valentino, e il noto brand di gioielli Tiffany & Co. induce in tentazione le donne di tutto il mondo, me compresa, con una nuova e romanticissima campagna pubblicitaria.
Fate un giro sul sito whatmakestruelove.com e lasciatevi intenerire da scatti fotografici che catturano l'essenza e cristallizzano il significato intimo e unico dell'amore.
L'aspetto originale di questa iniziativa, in linea con il massiccio utilizzo della tecnologia e con il concetto di "sharing" (condivisione), è la possibilità concessa agli users di postare i loro scatti d'autore e d'amore grazie all'applicazione per IPhone Instagram; tra i primi, la coppia Scott Schuman e Garance Dorè, veri e propri precursori del successo mondiale dei blog dedicati alla moda.
Ora che lo sapete, sono sicura che dopo esservi immerse in tanto romanticismo, non potrete fare a meno di "pizzicare" il braccio del vostro amore (magari intento a leggere il giornale sportivo, un libro per le più fortunate, o a guardare la tv, n.d.r.), guardarlo intensamente e sospiranti chiedergli il prossimo regalo Tiffany & Co.
Ah, l'amour...

Copyright The Sartorialist


Copyright Garance Dorè
Copyright Garance Dorè





giovedì 12 gennaio 2012

"Quality can not be copied" (anche se Lady Gaga preferisce il falso)


Quando si parla delle sue affermazioni l'ago della bilancia oscilla tra cruda verità ed ennesima provocazione.
Riconosco in lei una commistione di incredibile talento e profonda antipatia. Tanto più perchè adesso Lady Gaga fa outing relativamente al suo prediligere merce contraffatta. Lo ha annunciato alla stampa qualche giorno fa di ritorno da un viaggio in Giappone.
Se Donatella Versace, che da qualche tempo ne cura il look, dovesse ritenerla un'offesa al Made in Italy, entrambe vedrebbero sfumare una fortunata collaborazione da milioni di dollari ma, si sa, le questioni di principio spesso si piegano di fronte alle logiche del profitto...


Scagli la prima pietra chi di noi non ha mai acquistato merce griffata rigorosamente falsa spulciando tra mercatini e bancarelle, all'insegna del motto "vorrei ma non posso" e dell'illusione di possedere qualcosa di unico, che poi si rivela di scarsa qualità e irrimediabilmente  finisce in qualche remoto angolo dell'armadio. C'è anche chi al contrario mostra il contraffatto con orgoglio, ma il mondo è bello anche per questo!
La penosa piaga che affligge il Made in Italy e le diverse declinazioni dell'industria della moda, dal tessile alla pelletteria e ai profumi, non può certo essere guarita se artisti e personaggi di forte impatto mediatico come Lady Gaga proselitano in affermazioni di tal fatta che consolidano nella gente il convincimento distorto che, in fondo,  va bene così.
Diciamocelo, una borsa falsa si riconosce ad occhio nudo. Io faccio il tifo per il vintage e, se non posso permettermi l'originale, preferisco di gran lunga comprare marchi low cost.

martedì 10 gennaio 2012

Il binomio perfetto: moda - architettura


 
Sarà stata la recente passeggiata a Lecco o l'aver partecipato qualche settimana fa al matrimonio di una persona a me molto cara, o più semplicemente il desiderio insito nel mio cuore di fanciulla romantica di indossare un giorno l'abito bianco... sta di fatto che lasciarmi conquistare dagli abiti da sposa di Antonio Riva è stato un gioco da ragazzi.
Vere e proprie architetture sapientemente disegnate, che rimandano al background culturale dello stilista che con la sua mano ha trasmesso alle creazioni una progettualità e una identità precise, regalando alle fanciulle "in età da marito" un prodotto che unisce linee definite a tessuti tradizionali ma ricercati.

Copyright Antonio Riva


I candidi abiti di Antonio Riva illuminano l'interno dell'atelier, una deliziosa palazzina (bianca, giustappunto) sita nel cuore di Lecco e "vestita" di un meraviglioso drappo rosso in occasione delle trascorse festività natalizie.
Che vi sia una sottile linea rossa che lega l'abilità stilistica all'architettura è noto; prima di Antonio Riva il grande Gianfranco Ferrè ci ha regalato abiti strutturati e volumi couture ispirati ad opere architettoniche, oltre alla mitica camicia bianca, mutuata all'abbigliamento maschile e divenuta un capo imprescindibile nel guardaroba di una signora di tutto rispetto.
Un gioco di forme, un binomio perfetto tra "l'arte di vestire gli ambienti e quella di abitare i corpi".

Copyright Antonio Riva


venerdì 6 gennaio 2012

Brevetti, moda e Made in Italy



A quanto pare la crisi passa in secondo piano di fronte ad un negozio con una bella scritta "SALDI" in vetrina...
Mea culpa, ho ceduto anch'io alla tentazione, ma, giuro, ho acquistato all'insegna della effettiva necessità.



Visto che in questi giorni siamo tutti in giro per la città, visto che oggi è festa e davanti a noi c'è un lungo ponte, tra un salto nella boutique del nostro designer preferito e prima di addentrarci nei brand stores low cost, suggerirei di fare un salto alla mostra che si tiene presso la Rotonda della Besana, dal titolo "Disegno e Design, Brevetti e creatività italiani", promossa dall'Assessorato alla Cultura, Expo, Moda e Design del Comune di Milano.
Riflettori puntati sulla produzione industriale nazionale e sul valore della creatività italiana, in grado di conferire ai prodotti un elemento di distintività tale da renderli unici, inconfondibili e immuni dalla "malattia" della contraffazione (trattasi, purtroppo, di una dura battaglia, n.d.r.).
I brevetti, i disegni e i marchi che potremo scorgere alle pareti sono la testimonianza della versatilità dei creativi italiani, e dei diversi settori merceologici in cui essa si è declinata: dall'arredamento (la lampada Tolomeo) alla moda (valga come esempio il sandalo invisibile di Ferragamo), dal settore agroalimentare (Barilla, Campari) ai mezzi di trasporto (Vespa).
Tutto ciò è accompagnato da importanti contributi dei protagonisti dell'industria italiana e da una selezione di manifesti pubblicitari d'epoca.
Una buona occasione per scoprire cosa c'è dietro il Made in Italy che troviamo esposto nei negozi e che spesso acquistiamo, per comprenderne meglio l'unicità e il valore.







martedì 3 gennaio 2012

Un'altra lezione di stile firmata Vivier


Mentre Marc Jacobs propone la sua prima collezione 0-12 e  Kate Moss disegna, insieme alla figlia, abiti per ragazzine rock, la maison Roger Vivier ci regala un'adorabile collezione di scarpine, tutte fregiate della classica e intramontabile fibbia quadrata.
La mini collezione si chiama Jeune Fille, consta di ballerine gommette colorate e allegre, in vendita in tutte le boutiques dal prossimo febbraio, il cui ricavato verrà devoluto in beneficienza all'organizzazione umanitaria Save the Children.
Le amiche fashioniste in tenera età potranno quindi muovere i primi piccoli passi glamour verso un modo di vestire classico ed eterno, con le loro scarpine firmate Vivier :)




Suri Cruise indossa Roger Vivier Jeune Fille


mercoledì 30 novembre 2011

Quando la moda diventa bio

Se è vero che i professionisti della moda viaggiano per le fiere di tutto il mondo alla ricerca di nuovi materiali, tessuti all'avanguardia che facilitino le nostre azioni quotidiane, che siano, per esempio, in grado di ripararci dal freddo ed essere al contempo glamour... è anche vero che a volte non ci accorgiamo di avere sotto gli occhi fibre e tessuti naturali che, se assemblati con maestria, possono dar vita a veri e propri capi di abbigliamento.
Ci hanno pensato i fashion designers colombiani, che hanno preso in prestito da Madre Natura il suo enorme patrimonio fatto di foglie, muschi, fiori di ogni genere, farfalle e piume, per dar vita al Biofashion Habitat Show, presentato ieri a Cali in Colombia.
Girasoli diventano coprispalle, foglie d'edera si attorcigliano alle caviglie per diventare sandali alla schiava, abitini a trapezio sono ricoperti di fiori, tutta la collezione è concepita e realizzata con quello che la natura è in grado di offrire.
Va da sè che i capi creati dai designers colombiani rappresentino l'estremizzazione di un argomento oramai noto all'industria del tessile; la moda infatti, con il suo enorme giro d'affari, genera un notevole impatto sociale e ambientale. E’ stato stimato, per esempio, che la coltivazione del cotone necessario per realizzare un paio di jeans richieda l'impiego di circa ottocento litri d'acqua, mentre per la realizzazione del nylon si utilizzano gas nocivi per l'atmosfera; altri rischi per l’ambiente sono quelli derivanti dall’utilizzo di sostanze nocive in fase di tintura dei capi di abbigliamento.
E' facile quindi intuire quale sia il messaggio sotteso alla collezione: dimostrare che può esistere un' "eco-moda", una sorta connubio tra la moda e il rispetto per l'ambiente.

Maria Nubia Ayala

Pablo Cesar Dorado










Iveth Jaramillo

lunedì 28 novembre 2011

Quindicesima edizione di Fondaco

La Fondazione Floriani nasce nel 1977 con il nobile obiettivo di sostenere i malati dimessi dalle strutture sanitarie perchè in fase terminale, per garantire loro assistenza domiciliare continua e gratuita.
Da circa vent'anni l'Associazione Amici della Fondazione Floriani-Onlus allestisce una mostra-mercato dal nome Fondaco, per raccogliere fondi e ampliare la rete di assistenza, sostenere gli hospices e formare medici e personale qualificato.
Se inizialmente ospitava soltanto gli antiquari della città, oggi Fondaco è molto di più.
Incuriosita per averne sentito parlare, sono andata a sbirciare tra le sale dello Studio Zeta, un ex opificio dei primi anni del Novecento a Milano, nei dintorni di Porta Romana.
Ho trovato argenti, quadri antichi, stampe, ma anche panettoni e altre dolcezze tipiche del periodo natalizio, angoli vintage e tanti, tanti gioielli, preziosi e non.
In particolare, i miei occhi sono rimasti affascinati dalle creazioni di Maura Caminada, jewel designer e giornalista milanese, capace di creare orecchini raffinati con materiali semplici (legno, corno, sughero, fino alla resina e alla madreperla) a prezzi decisamente contenuti.



Fandaco riscuote sempre più successo; importanti nomi della politica, della moda e tantissimi affezionati ogni anno garantiscono il loro contributo anticipando gli acquisti natalizi.
Un modo divertente e diverso di fare shopping, di passare un'oretta in compagnia, con la certezza di contribuire ad una nobile iniziativa; un modo per essere più vicino a chi soffre, ora che è Natale, e per non dimenticarcene in futuro.

Tutte le informazioni qui.