Visualizzazione post con etichetta Luoghi di Moda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luoghi di Moda. Mostra tutti i post

martedì 10 gennaio 2012

Il binomio perfetto: moda - architettura


 
Sarà stata la recente passeggiata a Lecco o l'aver partecipato qualche settimana fa al matrimonio di una persona a me molto cara, o più semplicemente il desiderio insito nel mio cuore di fanciulla romantica di indossare un giorno l'abito bianco... sta di fatto che lasciarmi conquistare dagli abiti da sposa di Antonio Riva è stato un gioco da ragazzi.
Vere e proprie architetture sapientemente disegnate, che rimandano al background culturale dello stilista che con la sua mano ha trasmesso alle creazioni una progettualità e una identità precise, regalando alle fanciulle "in età da marito" un prodotto che unisce linee definite a tessuti tradizionali ma ricercati.

Copyright Antonio Riva


I candidi abiti di Antonio Riva illuminano l'interno dell'atelier, una deliziosa palazzina (bianca, giustappunto) sita nel cuore di Lecco e "vestita" di un meraviglioso drappo rosso in occasione delle trascorse festività natalizie.
Che vi sia una sottile linea rossa che lega l'abilità stilistica all'architettura è noto; prima di Antonio Riva il grande Gianfranco Ferrè ci ha regalato abiti strutturati e volumi couture ispirati ad opere architettoniche, oltre alla mitica camicia bianca, mutuata all'abbigliamento maschile e divenuta un capo imprescindibile nel guardaroba di una signora di tutto rispetto.
Un gioco di forme, un binomio perfetto tra "l'arte di vestire gli ambienti e quella di abitare i corpi".

Copyright Antonio Riva


lunedì 28 novembre 2011

Quindicesima edizione di Fondaco

La Fondazione Floriani nasce nel 1977 con il nobile obiettivo di sostenere i malati dimessi dalle strutture sanitarie perchè in fase terminale, per garantire loro assistenza domiciliare continua e gratuita.
Da circa vent'anni l'Associazione Amici della Fondazione Floriani-Onlus allestisce una mostra-mercato dal nome Fondaco, per raccogliere fondi e ampliare la rete di assistenza, sostenere gli hospices e formare medici e personale qualificato.
Se inizialmente ospitava soltanto gli antiquari della città, oggi Fondaco è molto di più.
Incuriosita per averne sentito parlare, sono andata a sbirciare tra le sale dello Studio Zeta, un ex opificio dei primi anni del Novecento a Milano, nei dintorni di Porta Romana.
Ho trovato argenti, quadri antichi, stampe, ma anche panettoni e altre dolcezze tipiche del periodo natalizio, angoli vintage e tanti, tanti gioielli, preziosi e non.
In particolare, i miei occhi sono rimasti affascinati dalle creazioni di Maura Caminada, jewel designer e giornalista milanese, capace di creare orecchini raffinati con materiali semplici (legno, corno, sughero, fino alla resina e alla madreperla) a prezzi decisamente contenuti.



Fandaco riscuote sempre più successo; importanti nomi della politica, della moda e tantissimi affezionati ogni anno garantiscono il loro contributo anticipando gli acquisti natalizi.
Un modo divertente e diverso di fare shopping, di passare un'oretta in compagnia, con la certezza di contribuire ad una nobile iniziativa; un modo per essere più vicino a chi soffre, ora che è Natale, e per non dimenticarcene in futuro.

Tutte le informazioni qui.

mercoledì 23 novembre 2011

Roberto Capucci in mostra a Brescia


Collegandoci all'articolo precedente e restando in tema di retrospettive, segnalo la mostra dedicata a Roberto Capucci, partita lo scorso 18 novembre presso le sale del Museo di Santa Giulia a Brescia, dal titolo "Roberto Capucci e l'antico. Omaggio alla Vittoria Alata".
Romano di nascita, definito da Dior "Il miglior creatore della moda italiana" in un'intervista a Vogue del 1956, Capucci è senza dubbio uno dei più grandi maestri del Made in Italy.
L'accostamento dell'arte antica alle creazioni dello stilista non è un caso, ma è frutto di una scelta precisa che intende richiamare l'ispirazione artistica trasposta abilmente nelle realizzazioni sartoriali e nei tessuti, che ricordano spesso i pepli delle donne d'un tempo e che sono collegati agli elementi della natura. Farfalle, foglie e corolle spesso adornano questi abiti, concepiti e realizzati come fossero vere e proprie sculture di tessuto.
Un abito in particolare è stato dedicato dal Capucci alla Vittoria Alata, straordinaria statua in bronzo risalente al I secolo d.C. scoperta nel 1826, simbolo del museo e della città che la ospita.
C'è tempo per visitare la mostra fino al 18 marzo 2012.








Copyright Roberto Capucci






martedì 22 novembre 2011

Un viaggio tra mostre reali e virtuali

Ancora due appuntamenti da non perdere e da segnare sulle nostra adorata Moleskine.
Fino al prossimo 22 gennaio 2012 le sale del Museo Nazionale Romano presso Palazzo Altemps ospiteranno la mostra dal titolo "Eroine di stile. La moda italiana veste il Risorgimento", entrata a far parte del programma ufficiale delle celebrazioni per i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia.
Sono trentadue le eroine scelte da Stefano Dominella, curatore della mostra: dopo averne studiato la personalità e il carattere, ne ha associato la storia al linguaggio della moda; donne del calibro di Anita Garibaldi, Rose Montmasson (compagna di Francesco Crispi), Clara Maffei (amica di Verdi e Manzoni) e la Contessa di Castiglione (cugina di Camillo Benso) sono vestite infatti dai grandi nomi della moda come Fendi, Valentino, Prada, Gattinoni e tanti altri.
Patriottiche e coraggiose ma mai celebrate adeguatamente dalla storia, che le ha celate spesso dietro il lustro e la fama di cui godevano gli "uomini della loro vita", per relegarle a mere cortigiane o curatrici del focolare domestico. L'obiettivo della mostra è quello di render loro giustizia, raccontandone tutta la complessità; una complessità tipica dell'animo femminile.
Se questa mostra intende riscattare la figura femminile risorgimentale dal cono d'ombra in cui era stata relegata, merita una riflessione l'attuale difficoltà della donna di farsi valere nella vita di tutti i giorni, e la maestria che dimostra nel dividersi tra la cura della famiglia e la ricerca della realizzazione professionale, in una sorta di protagonismo discreto nascosto dietro le quinte.


Da una mostra reale si passa ad un viaggio virtuale all'interno del Valentino Garavani Virtual Museum: si tratta di un'applicazione scaricabile sul desktop del nostro pc a partire dal prossimo 5 dicembre, che consente di collegarsi ad un vero e proprio museo virtuale fatto di stanze tridimensionali, sale e corridoi che offrono al visitatore la visione di oltre trecento abiti, video, foto e illustrazioni dello stilista che ha vestito le donne più belle del mondo.
Una sorta di mostra in rete che diversamente avrebbe occupato lo spazio di diecimila mq., di cui potete reperire facilmente un'anteprima su youtube.




Copyright Valentino


venerdì 18 novembre 2011

The Milk Bar, il paradiso delle mamme


Forse il nome può trarre in inganno, ma una volta entrati non vi sono dubbi. The Milk Bar, in via Mazzini 20 a Milano e a Roma, in via di San Martino ai Monti 34, è un vero e proprio paradiso per mamme e donne in dolce attesa.
Nove mesi che rappresentano uno stato di grazia per le donne (nausee del mattino a parte, n.d.r.), ma che possono celare anche qualche timore e insicurezza dovuta al cambiamento del corpo, all'inevitabile aumento di peso, alla paura per il momento del parto.
The Milk Bar fa fronte a queste esigenze, per soddisfarle attraverso la creazione di un'isola felice dove poter reperire tutto quello di cui una neo mamma ha bisogno per sentirsi bella e sicura.



Il negozio è concepito come uno show room di alta moda: parquet scuro e colori tenui nell'arredamento, tanti scaffali contenenti i prodotti più curiosi e utili per affrontare i nove mesi e i primi, difficili tempi del post partum.
Lo scorso 16 novembre presso la sede di Milano è stata presentata la collezione autunno/inverno, che prevede capi di abbigliamento pensati per accogliere il pancione man mano che cresce, e per tornare utili anche dopo, quando il pargoletto avrà occupato il suo posto nella culla; è prevista anche una linea di lingerie, per una mamma dolce e sensuale allo stesso tempo.
Una trovata originale di Kiersten Pilar Miller, una donna di origini americane che in Italia ha trovato l'amore e messo su famiglia e che, comprendendo profondamente le esigenze delle donne e dimostrando grande spirito imprenditoriale, ci regala un'idea nuova di concepire la gravidanza.



Credits:
Si ringraziano Paola Soldi e Nicoletta Murialdo dell'ufficio stampa Com.unico di Milano.

mercoledì 9 novembre 2011

Incontro a Palazzo Morando

Tutte le mode, in un certo senso, nascono come "emancipazione dal Parigi" ma ogni storia di questa emancipazione è diversa, peculiare e ricca di implicazioni che hanno a che fare con il passato, le storie sartoriali, gli scambi commerciali tra i paesi, le specialità manifatturiere, l'emergere di nuove "capitali della moda" (...) Le grandi potenze come Cina, India, Brasile sono interessate sia allo sviluppo della creatività locale, sia all'interazione con la moda internazionale in modo sempre più originale. [Introduzione, pag. VII]



Nell'attesa che il sole autunnale torni timido a scaldare l'aria e permetta alle nostre mani di spuntar fuori dalle maniche del maglione, Moi Aussi è andata a sbirciare tra le stanze di Palazzo Morando, in via S. Andrea n. 6 a Milano, dove si è tenuta, alle 18.00 di ieri pomeriggio, la presentazione del saggio di Simona Segre Reinach dal titolo "Un mondo di mode. Il vestire globalizzato", edito da Laterza.
Un momento di incontro con l'autrice per discutere dei temi più caldi che riguardano un'industria della moda sempre più transnazionale e globalizzata.
Lo sguardo è rivolto a Cina, India e Brasile, paesi emergenti nell'industria manifatturiera investiti tuttavia da una sorta di preconcetto (in termini di qualità e di target) proveniente dallo strapotere e dalla influenza dei brands occidentali.
Nell'immaginario collettivo Cina vuol dire scarsa qualità, Brasile invece fa rima con beachwear, e così via.
Questi paesi in realtà nascondono una artigianalità e una competenza autentiche che ne fanno delle vere e proprie potenze emergenti nel settore, la cui influenza è assorbita dai giovani che hanno oggi una visione largamente globalizzata poichè hanno la possibilità di formarsi in diversi paesi del mondo, per riversarsi nell'attività stilistica della creazione del prodotto-moda, traguardo di un processo produttivo industriale destinato ad essere immesso in uno specifico mercato di riferimento e che necessita di essere salvaguardato in termini di originalità.
Sintesi del connubio tra influenza occidentale e orientale è la moda islamica, il c.d. l'islam chic, che utilizza capi occidentali armonizzandoli alle esigenze della donna musulmana, cui l'autrice dedica un capitolo del saggio.
La moda dunque oggi è svincolata dalla visione eurocentrica ma trova nuovi punti nevralgici.
Il fulcro su cui si innesta la riflessione dell'autrice è quindi la necessità di restituire la giusta considerazione al polo orientale, di salvaguardare il "Made In" e il background storico-culturale che ha reso grande negli anni il polo occidentale, nella ricerca di una sorta di dialogo reciproco, una giusta interazione tra i due, senza che necessariamente l'uno escluda l'altro. Un vero e proprio meltin' pot della moda.



sabato 5 novembre 2011

La moda in esposizione in Italia e nel mondo

A quanto pare i musei amano la moda. E anche noi.
Quindi armiamoci di penna rossa e segnamo in agenda gli appuntamenti da non perdere nei prossimi mesi.
Si parte da Roma, che dedica una mostra all'icona dallo stile intramontabile Audrey Hepburn, in occasione del cinquantesimo anniversario di "Breakfast at Tiffany's" e in coincidenza con il Festival Internazionale del Film di Roma.
Le immagini, gli scatti celebri e inediti ma soprattutto gli abiti (dal mitico tubino Givenchy all'abito di Valentino indossato dall'attrice per un evento nella capitale), ripercorrono le tappe principali della carriera e della vita di Audrey, donna semplice e generosa prima ancora che attrice dalla fama mondiale; conosciamo infatti l'impegno sociale che ha caratterizzato gli ultimi anni della sua vita.
L'Ara Pacis di Roma, che ospita la mostra fino al prossimo 4 dicembre, ne devolverà gli incassi all'Unicef.
Audrey ne sarebbe stata fiera.


A Milano la sede della casa d'aste Sotheby's di via Broggi n. 19 ospita un'asta fotografica di beneficenza dal titolo "Scatti per bene", i cui proventi saranno devoluti al CAF, il centro di aiuto al bambino maltrattato e alle famiglie in crisi.
Le opere saranno in esposizione martedì 8 novembre dalle 10.00 alle 18.00 prima di essere battute all'asta.

Oliviero Toscani per Elle Francia, redazionale, 2005

A Torino invece Franca Sozzani e Gabriella Pescucci sono le curatrici di una mostra inedita sulla storia della moda italiana dal titolo "Moda in Italia. 150 anni di eleganza".
In occasione delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, dallo scorso 17 settembre 2011 fino all’8 gennaio 2012 le nuove Sale delle Arti della Reggia di Venaria Reale ospitano gli abiti che hanno fatto la storia del Belpaese, con alcuni pezzi unici fra i quali risplende l'abito bianco indossato da Claudia Cardinale, splendida Angelica ne "Il Gattopardo" di Luchino Visconti.
Da non perdere se avete amato anche voi le atmosfere siciliane che Tomasi Di Lampedusa ha tratteggiato nel capolavoro letterario quasi come fosse un dipinto.
Duecento abiti all'interno di una cornice prestigiosa e di un percorso curato dal noto designer e architetto italiano Michele de Lucchi.
Da non perdere.
Per info http://www.lavenaria.it/



E infine... alle giramondo Moi Aussi consiglia la tappa moscovita della retrospettiva dedicata alla storia del gruppo Max Mara, dal titolo "Coats!", che giunge a Mosca dopo essere stata ospitata in Germania e in Russia, e dove rimarrà fino al prossimo 10 gennaio 2012 presso il prestigioso State Historical Museum che domina la Piazza Rossa.
In occasione del 60° anniversario della fondazione del Gruppo, Max Mara ripercorre tutte le tappe della sua storia nella evoluzione del capo storico dell'azienda, il cappotto, che ha abbracciato, negli anni, i corpi infreddoliti di numerose donne del mondo dello spettacolo.
Il modello 101801 in cammello ne è l'esempio, unico ancora oggi, in tutta la sua modernità.
Potrebbe essere l'occasione per accaparrarsi la mitica bambolina Matryoshka in edizione limitata che Max Mara ha deciso di dedicare al paese che la ospita in occasione di questo evento importante.
Il cappotto si sa, è Max Mara.
Date un'occhiata al sito maxmara.com